Gli eno-consigli per le feste di La La Wine

di Barbara Amoroso Donatti e Giordana Talamona.

A Natale siamo tutti più buoni, così noi che siamo “buonissime” vi consigliamo i migliori vini per le prossime feste, da Natale alla Befana, passando per Capodanno. Siete pronti per i nostri dieci consigli per le feste? Calici alla mano, si parte!

Lessini Durello Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero 2013 – Gianni Tessari

Negli ultimi trent’anni il Durello è stato riscoperto nel territorio, ma c’è spumante e spumante. Se infatti la maggior parte utilizza il metodo Charmat, forse strizzando l’occhio al Prosecco (ricordo anni fa durante la nota manifestazione Durello & Friends grandi proclami nei quali si affermava che il Durello avrebbe superato la fama all’estero del Prosecco…), Gianni Tessari punta senza se e senza ma sul Metodo Classico per esaltare le caratteristiche dell’uva, segnata da una spalla acida che marca molto il vino. Abbiamo avuto il piacere di partecipare a una degustazione su tre annate, e quella che ha lasciato il segno è stata la 2013, per complessità, struttura e marcata verticalità degli aromi. Un viaggio anche attraverso la filosofia di Gianni Tessari, che conoscendo le potenzialità e i limiti dell’uva Durella sceglie di lasciarla integra, senza quindi liqueur d’expedition, solo dopo i 120 mesi minimi, a seconda dell’annata. Come a dire che il tempo è un lusso per quest’uva tanto difficile da “addomesticare“, che necessita di tempo per lenire le sue asperità naturali. Non a caso il Brut e l’Extra hanno un passaggio più breve (relativamente, l’Extra Brut fa addirittura 60 mesi) sui lieviti. Il produttore festeggia quest’anno la decina annata di Durello Metodo Classico, chapeau!

Vin Soave, Soave Classico DOC 2020 – Inama

Che il Soave col tempo tira fuori un carattere fuori dal comune, lo avevamo già scoperto. Vin Soave 2020 di Inama certifica la mineralità intrinseca di questo vino. Minerale, pieno, con l’alcool domato dal suo corpo, premiato anche da James Suckling, noi lo abbiamo scoperto a oltre 2000 m s.l.m. a Santa Catarina Valfurva, ammirando le piste da sci dalla finestra del ristorante del Sunny Valley. Dopo aver sciato e guadagnato il diritto a incamerare le calorie e i profumi di questo vino e dei pizzoccheri con cui lo abbiamo degustato. 100% Garganega, oltre alla stuzzicante mineralità, arrivano i fiori secchi ad abbracciare naso e sorso. Consigliato non solo per winter season, grazie al suo elegante equilibrio.

Emilia IGT Mami – Il Poggiarello

Sfido chiunque a riconoscere alla cieca questo vino e la sua regione, una strepitosa Malvasia emiliana! Questo bianco Emilia IGT da Malvasia di Candia aromatica è un trasformista, capace di stupire per il suo bouquet complesso e il sorso accattivante, piacione il giusto. Un bianco che mi ha fatto viaggiare, che mi ha ricordato addirittura un Viognier (sì lo so, non si fanno paragoni, ma è Natale, siate più buoni anche voi !:))). L’ho assaggiato questa estate direttamente dal produttore e ho potuto scoprire e apprezzare anche altri vini, tra cui la meravigliosa Barbona, Gutturnio Superiore DOC e la Malvagìa, nuovamente da Malvasia.

Lessona Doc 2018 – La Badina

Si tratta di un piccolo gioiello, La Badina, a Lessona, nell’Alto Piemonte, un fazzoletto di terra, che arriva a malapena a mezzo ettaro. Una conduzione biologica, dove c’è biodiversità e zero contaminazione accidentale proveniente dall’esterno, visto il bosco che circonda il vigneto. Ermido Di Betta gestisce con la figlia questo luogo senza tempo, dove ogni giorno (racconto vero, verissimo di Ermido di qualche anno fa) arriva anche una volpe che è diventata di famiglia. Abbiamo assaggiato tre annate a sei mani con delle amiche e colleghe, Sissi Baratella, enologa e comunicatrice del vino, e Adriana Valentini, head sommelier e Beverage Manager per dieci anni a Londra, e concordiamo che la 2018 è senza dubbio la più interessante. Non che la 2019 e la 2017 non lo fossero, ma la 2018 è quella che ci ha convinto totalmente per complessità al naso (timo, eucalipto, rabarbaro) e piacevolezza al palato. Proprio un bel vino, per pochissime bottiglie e rare ancora di più. Complimenti a questo produttore dall’animo gentile, che fa vini di grande qualità.

Alto Adige Staffes Riserva Merlot 2020 – Kornell

Era da tempo che non mi innamoravo così di un vino, specie di un Merlot. Una meravigliosa scoperta durante un viaggio di piacere Val Pusteria in Alto Adige, degustato presso il ristorante Castel Sicheburg a Falzes (ve ne parleremo presto) che propone una cucina del territorio ma creativa. Questo Merlot ha una complessità senza pari (frutta secca, prugna, frutti di bosco, nota ematica, torrefazione e un lunghissimo balsamico) e un sorso di corpo ma agile, con una bevibilità senza pari. Un vino che ai muscoli torniti, aggiunge la leggerezza della ballerina classica, che piroetta con eleganza. ME-RA-VI-GLIO-SO. Un Merlot che accompagna una cena importante, ma che si presta anche da compagno da meditazione. Il mio vino del 2023!

Sforzato di Valtellina DOCG Fruttaio Ca’ Rizzieri 2019 – Rainoldi

Se dite 100% Chiavennasca forse non parte l’emozione. Se dite 100 % Nebbiolo allora le antenne di rizzano anche per i meno avezzi al mondo del vino. Le sue uve appassiscono a 500 m s.l.m. per 2 mesi, poi affina in piccole botti di rovere per 18 mesi a cui si aggiunge l’assemblaggio pre-imbottigliamento in vasche di acciaio (ancora 2 mesi). Questo è uno di quei vini che trovate difficilmente lontano dalla loro zona produttiva, per via dell’esigua estensione della denominazione. Ma se come noi amate la montagna e scegliete la Valtellina per toccare la neve, un calice di un nettare locale amplifica l’emozione dei momenti incastonati nelle feste natalizie. Fruttaio Ca’ Rizzieri è morbido, persistente, con amarena sotto spirito tra i profumi di testa, accompagnati da spezie e fiori secchi viola. Il tannino è avvolgente e domato dall’appassimento. Con un aperitivo accanto al fuoco scalderà corpo e sensi.

Inrosso 2021 Toscana Rosso IGT – Colline Albelle

Il lavoro di Julian Renaud è nei nostri radar da tempo. Il suo Merlot 100% 2021 non smentisce la sapienza enologica dell’enologo francese dallo stile preciso e netto. Pieno, rotondo, morbido, un Merlot come te lo aspetti. Il 30% di questo vino affina in barrique per 18 mesi, un vino biodinamico per chi interessa (a noi piace a prescindere). Corposo, pieno, piccoli frutti neri al naso con una nota balsamica sul finale. Tannino rotondo, per una bottiglia che potete posare sulla tavola nataliza anche dei resistenti ai vini rossi. Niente di stridente o aggressivo in questo vino. Stappatelo e godetevelo.

Nina Toscana Rosso IGT 2020 – Villa Santo Stefano

Qui si sale di difficoltà: 100% Cabernet Franc, un vitigno difficile da coltivare e vinificare, che con le sue note nette di peperone verde si fa scansare da chi non è pronto a un approccio più sofisticato al vino. A noi invece piace 100% Cabernet Franc e lo cerchiamo e degustiamo volenteri quando è nei paraggi. Netto, coraggioso (il monovarietale è una sfida enologica, soprattutto di questi tempi), Nina conferma la sua identità che sfiora la ruvidezza, esattamente come piace a chi cerca un ricordo enologico col grip. Solo 2000 bottiglie prodotte dalla cantina lucchese, anche se le uve vengono dalla parte maremmana dell’azienda.

Chiave di Saletta Toscana Rosso IGT 2018 – Villa Saletta

50% Sangiovese, 20% Cabernet Sauvignon, 20% Cabernet Franc, 10% Merlot. Un blend bilanciato, pieno, piacevole, con la Toscana di base e lo stile internazionale a declinarlo. Tonneaux per il Sangiovese e il Cabernet Franc, che addolcisce senza spezzarne l’anima. Le sue uve nascono su terreni argillosi sono la base dei suoi tannini ben svolti, niente attriti al palato. Rosso deciso, poliedrico, il paziente lavoro di vinificazione dei diversi Cru, esalta le note aromatiche che collimano in un intenso cacao accompagnato da spezie cedute dal legno. Da solo o gastronomico, un toscano poco rude da poter sfoderare in più occasioni.

Chianti Rufina Riserva 1982 – Travignoli

Nell’istante in cui abbiamo deciso di inserire questo vino nei nostri eno-consigli natalizi, ci siamo sentite il Grinch. Questo vino non è in commercio, abbiamo avuto il privilegio di degustarlo in occasione del 550esimo della cantina chiantigiana. Ma sapere che un Chianti Rufina con oltre 4 decenni sulle spalle dice ancora la sua, è una dritta da La La Girls che potete spendere ora, o custodirla per la vostra wine bussola. Anocora fresco, integro, evoluto nel colore e nei profumi, ma con la tempra di chi resiste e resiste e resiste, e tanti fatti storici, belli e brutti, non li aveva ancora visti nel 1982. In questi giorni di polemiche, o meglio, di informazioni superficiali e parziali sul mondo del vino, vi vogliamo ricordare con questo nettare, quale materia viva è il vino, quale testimone di stagioni e avvenimenti e che chi sa (e noi modestamente ‘sa’) riconosce senza fronzoli, mistificazioni e allusioni. Il vino viene dalla vigna e non esiste vino ‘processato’ che non palesi la sua natura corrotta. La stampa di settore esiste per questo, formata da una schiera di professionisti che studiano ed esercitano ogni giorno la capacità di distinguere prodotti di qualità da quelli che non lo sono. Perciò bevete il vino che vi piace e fidatevi dei vostri sensi. E dei nsotri consigli.

(non essendo in vendita, concedeteci una foto ‘rubata’ alla degustazione)

Felici brindisi da La La Wine.

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