di Barbara Amoroso Donatti
La comica Alice Mangione (The Pozzoli Family) dice che gli uomini possono essere dei geni: Steve Jobs ad esempio ha inventato il touch screen. Si ma noi donne abbiamo creato i polpastrelli. Battute a parte, non esiste una gara fra generi, anche perché finchè non avanziamo fianco a fianco, nulla può cambiare nella sostanza quando si tratta di discriminazione e gender gap. Il wine and food è però un settore dove la voce femminile imbraccia il megafono, lasciando un segno incisivo e positivo (lo dicono i numeri) per le donne, per l’ambiente, per le comunità a cui appartengono. Eccone alcuni.
Women in Food: il Think Tank di Cook

Il punto di partenza di WIF – Women in Food, sottolineato da Angela Frenda, fondatrice di WIF e responsabile editoriale di Cook del Corriere della Sera, è che la cucina è dove le donne sono state relegate per secoli, oggi può essere il luogo del loro empowerment, della condivisione e della costruzione di carriere. E se per sfondare il soffitto di cristallo dovessimo rimanere lì? Purché sia una scelta, è una possibile strada per plasmare il microcosmo che ci circonda.
Dal 10 al 12 aprile scorsi si è tenuta la IV edizione del Think Tank, dove le protagoniste sono state donne italiane ed estere professioniste dell’enogastronomia che si sono confrontate su temi che vanno dal corpo al talento, dal denaro al potere.
50 ospiti, da Italia ed estero, incontrate e conosciute in primis a Tenuta Viesca in Toscana, tra cui le 15 premiate:
- ALESSANDRA ED ELISABETTA ANGELINI Titolari aziende vinicole Altesino e Caparzo, Montalcino (Siena)
- VIOLA BUITONI Chef instructor e food writer
- CATERINA CERAUDO Chef, Dattilo Stella Michelin Stella Verde Michelin, Strongoli (Crotone)
- DOMINGA COTARELLA Ad azienda vinicola Famiglia Cotarella, Montefiascone (Viterbo)
- ALESSANDRA DEL FAVERO Chef Il Carpaccio Stella Michelin, Parigi
- ROBERTA GARIBALDI Presidente Associazione italiana turismo enogastronomico
- GIULIA LIU Fondatrice e proprietaria «Gong Oriental Attitude», Milano
- LUCIANA LOMBARDI Ideatrice dei pranzi “A casa di Antonio”
- MARIE LOUISE SCIÒ Ceo e creative director di Pellicano Hotels Group
- GIORGIA MAZZUFERI Pastry chef «Farmacia del Cambio», Torino
- ELISABETTA MORO Docente Antropologia culturale università Suor Orsola Benincasa, Napoli
- CARLOTTA PERILLI Maitre, pr e social media manager ristorante «[Bu:r]», Milano
- SARA PORRO Giornalista enogastronomica
- ELEONORA RISO Vincitrice MasterChef 13
- ALICE YAMADA Fondatrice «Katsusanderia» e «Pan», Milano
Essenze di Vite: 7 aspiranti sommelier sostenute dalle Donne del Vino

Tra le ospiti anche Stevie Kim, managing partner di Vinitaly International, che da WIF è passata alla 56° edizione del Vinitaly.
Qui le donne produttrici e socie de Le Donne del Vino, per l’ennesima volta hanno “seminato” per le altre donne e per le giovani generazioni con il progetto Essenze di Vite. Sette giovani aspiranti sommelier, potranno accedere al percorso di formazione AIS per diventare professioniste del settore e unire passione e carriera. «Le donne sono circa il 30% dei sommelier italiani – ha detto Daniela Mastroberardino, presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino – e continuano ad aumentare nei corsi per chi assaggia e serve il vino così come fra gli studenti delle scuole alberghiere. Da sempre sono più attente all’abbinamento cibo-vino […] Tuttavia la presenza femminile fra chi si occupa del vino nelle sale dei ristoranti è ancora scarsa specialmente fra i “main chef sommelier” cioè i manager di strutture grandi. Con questo progetto vogliamo aiutare giovani donne a trasformare una passione in un lavoro».
Un progetto dedicato a 2 Donne de Vino, Donatella Briosi e Marisa Leo, vittime di femminicidio, tutt’altro che dimenticate: il dolore della loro drammatica scomparsa è stata tradotta dall’associazione in più occasioni in opportunità di riflessione, prevenzione e cambiamento sociale.
L’innovazione agricola guidata dalle donne a Cracovia

E se in cucina le donne ci sono da sempre, nelle cantine da tempi più recenti, nell’agricoltura si sono affacciate storicamente durante le guerre, quando gli uomini partono per il fronte. Le Donne del Pisco peruviano, ad esempio, è così che si sono trovate a gestire vigneti e distillati ed essere oggi ambasciatrici di questo raro distillato di uva. Tornando al food, tra le numerose imprenditrici che portano alto il settore agricolo, Laura Peri di Montevarchi, ha rappresentato l’Italia a Cracovia, nell’ambito del workshop “Innovazioni guidate dalle donne in agricoltura e nelle aree rurali” della Rete UE (Unione Europea) PAC (Politica Agricola Comune).
Invitata in Polonia per raccontare la sua ventennale esperienza nel settore avicolo (allevamento di pollame) ha illustrato il progetto ABIC, Avicoltura Boschiva Innovativa e Circolare, di cui è capofila.

Finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale Nazionale e in collaborazione con l’Università di Firenze, ABIC prevede un sistema di allevamento avicolo agroforestale innovativo, focalizzato sul benessere delle piante e degli animali, salvaguardando la biodiversità attraverso la valorizzazione delle razze autoctone, riutilizzando prodotti secondari per generare un’economia circolare.
La diversità è ricchezza e l’approccio femminile all’impresa, alla cucina, in vigna, è diverso, e i numeri che seguono argomentano tale diversità, purtroppo spesso ancora discriminata.
I NUMERI
- In Italia le donne sommelières sono il 30% del totale (dati ISTAT)
- Tra il 1981 e il 2011 l’occupazione femminile nel settore sommeliere è passata dal 29,6% al 41% (dati Università Bocconi)
- Nel mondo del vino il marketing e la comunicazione sono gli ambiti delle donne sono più presenti, seguito da quello commerciale. In coda, produzione, enologia e settore agronomico.
- Le donne contribuiscono per il 28% del PIL agricolo italiano.
- Esiste una correlazione tra la presenza femminile nel management delle cantine e l’adozione di politiche aziendali volte a qualità, sostenibilità e internazionalizzazione.
- Le donne alla guida di aziende agricole efficienti rappresentano il 51% della popolazione dell’UE.
- Nel 2021 il 67,3% delle donne in età lavorativa (20-64 anni) era impiegato nelle aree rurali.
- Il divario retributivo tra i sessi nel settore agricolo è del 12,7% (Eurostat, 2022).
- Le donne rappresentano il 31,6% degli agricoltori dell’UE (Eurostat, 2022).
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