di Barbara Amoroso Donatti
Mentre il Consorzio del Chianti Classico tagliava il traguardo dei 100 anni di attività, un altro vino dal peso storico e culturale importante ha aperto le danze di un nuovo format radicato nel suo territorio: la Vernaccia di San Gimignano: “Qualche giorno fa sono stati celebrati i 100 anni del Chianti Classico a Firenze nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio – ha detto Irina Strozzi, presidente del Consorzio di Tutela della Vernaccia di San Gimignano – in quello stesso Salone Vasari rappresenta per volontà del granduca Cosimo I due denominazione ancora oggi esistenti: il Chianti Classico e la Vernaccia di San Gimignano [… ] Scorrendo l’ampia letteratura dei secoli scopriamo che si ricorre alla Vernaccia per le sue proprietà: quella corroborante e rivitalizzante (rimettendo al mondo nel Decamerone un uomo magro e secco di poco spirito); quella euforizzante; la capacità di infondere coraggio in situazioni amorose (per accostarsi alla propria innamorata) o di indecisione; così come proprietà curative, digestive e terapeutiche a cui si affida persino una delibera del Consiglio generale di Siena del 6 dicembre 1359, che per contrastare il diffondersi della peste, incentiva la vendita e il consumo di Vernaccia ritenuta un toccasana per la salute. Ma anche Santa Caterina da Siena riponeva molta speranza nell’uso topico del vino Vernaccia, e suggeriva di applicarne qualche goccia sui polsi e sulle tempie”.

Abbracciato dalle suggestive torri della città toscana, il 16 maggio ha preso il via l’anteprima del Bianco di Toscana, il Regina Ribelle Vernaccia di San Gimignano Wine Fest. Gli ingredienti c’erano tutti, tra degustazioni, approfondimenti e bellezza che hanno contestualizzato il lancio di un brand, Regina Ribelle, che da qualche anno fa capolino nella terra dei rossi.
Al bilancio positivo dell’evento si sono aggiunti due momenti di ulteriore prestigio: il Premio Gambelli e l’elezione del, anzi della, miglior sommelier AIS Toscana.
Il Premio Gambelli 2024 all’enologo Ovidio Mugnaini
È Ovidio Mugnaini l’enologo under 40 che si aggiudica la XII edizione del Premio dedicato a Giulio Gambelli, il Maestro del Sangiovese scomparso nel 2012. Il riconoscimento, promosso da Aset Toscana (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) e dal network di giornalisti “IGP, I Giovani Promettenti”, premia ogni anno l’enologo il cui lavoro abbia saputo incarnare al meglio l’idea di vino portata avanti da Gambelli: esaltazione delle tipicità di ogni vitigno, delle caratteristiche del territorio e dell’annata vendemmiale.

“Questo Premio è per me qualcosa di straordinario, per l’essere avvicinato a un nome che ha dato così tanto al vino e all’enologia, e per una dedica a mio nonno, nato proprio a San Gimignano nel 1925 (lo stesso anno di Gambelli)” ha dichiarato Mugnaini, in forze all’azienda del Chianti Classico La Sala di Torriano.
Ilaria Lorini miglior sommelier AIS Toscana 2024

Un altro premio prestigioso alla corte della Regina Ribelle, quello al miglior sommelier AIS Toscana 2024, vinto da Ilaria Lorini della delegazione di Firenze, che si può fregiare di aver visto salire sul podio ben 3 professionisti: a Lorini si aggiungono Luca Marchiani al secondo posto e Filippo Lazzerini al terzo posto.
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