Recensione di Lucrezia dell’Orco per La La Wine: “Eden” – Un Viaggio nell’Animo Umano attraverso la regia di Ron Howard

Lucrezia Dell’Orco ci guida attraverso un’analisi affascinante e coinvolgente del nuovo film di Ron Howard, Eden, un thriller che affonda le radici in una storia vera e ci trasporta su un’isola sperduta delle Galapagos. Con il suo sguardo critico e acuto, Dell’Orco esplora la complessità psicologica dei personaggi e la potente direzione del regista, offrendo una riflessione profonda sulla natura umana, sulla solitudine e sui conflitti che nascono quando l’essere umano è messo di fronte alla sfida della sopravvivenza. Un’analisi che non si limita alla trama, ma che svela le emozioni e le tensioni che attraversano ogni fotogramma di questa straordinaria pellicola.

LA RECENSIONE DI LUCREZIA DELL’ORCO

Eden”, basato su due versioni contrastanti di una storia vera, è il nuovo film di Ron Howard uscito lo scorso 10 aprile in tutte le sale italiane distribuito da 01 Distribution.

Trama

Tutto inizia quando il filosofo tedesco Dr. Friedrich Ritter (Jude Law) e l’amante Dore Strauch (Vanessa Kirby) si traferiscono sull’isola inabitata delle Galapagos chiamata Floreana per sfuggire al caos e ai moti nazisti e fascisti del primo dopoguerra.

Il loro coraggio ed il loro stile di vita ispirano il veterano Heinz Wittmer (Daniel Brühl) a trasferirsi su Floreana insieme alla sua seconda moglie Margret (Sydney Sweenye) e a suo figlio Harry malato di tubercolosi.

L’ambientazione dei Wittmer non è facile anche a causa dell’inimicizia dei Ritter che avrebbero preferito rimanere gli unici abitanti dell’isola.

Tutto peggiora precipitosamente quando arriva sull’isola Eloise Wagner De Bousquet, detta la Baronessa (Ana De Armas), con i suoi assistenti/amanti e l’ambizioso piano di creare un resort di lusso su Floriana.

Lo stile di vita e la spietatezza della Baronessa mandano in caos il piccolo ecosistema dell’isola, creando faide e ostilità tra gli abitanti.

Trailer

Un cast perfetto diretto in maniera eccezionale da uno dei più grandi registi del ventunesimo secolo.

Recensione

Howard, con la sua magistrale regia, è riuscito a mostrare il lato più negativo e selvaggio dell’indole umana che esce fuori in assenza totale di una società considerata civile.

Il film è di una potenza assoluta: ogni azione, che sia anche il semplice sopravvivere, è più sentita dallo spettatore. Infatti si ha, fin dall’inizio, la consapevolezza che è tutto tratto da una storia vera, ossia che i protagonisti sono in realtà persone realmente esistite che hanno dovuto affrontare tutto ciò sulla loro pelle.

I personaggi sono curati alla perfezione e il cast ha fatto un ottimo lavoro nel rappresentare ogni piccola sfaccettatura della psicologia umana, mettendo in risalto quanto l’uomo possa cambiare aspetto e natura a seconda di ciò che gli è posto davanti. 

Eden, girato totalmente all’esterno, riesce a trasmettere un senso di solitudine, claustrofobia e ricerca di distanza sociale, temi assolutamente attuali al giorno d’oggi soprattutto in seguito alla pandemia e al lock-down. 

Lo stesso Howard infatti programmava di fare questo film da ben 15 anni ma solo grazie al Covid-19 ha avuto la spinta finale per mettere in azione il suo piano. 

Per rendere ancora più realistica la pellicola e far immedesimare ancora di più lo spettatore, Howard e il suo team hanno trascorso due settimane su Floreana stando a contatto con il territorio locale e raccogliendo testimonianze dai discendenti dei protagonisti.

Conclusione

In conclusione Eden è un film assolutamente bellissimo che tratta temi attuali, esplora l’indole umana e racconta della straordinaria impresa del Dr. Ritter, della sua amante Dore, dei Wittmer e della Baronessa.

Essendo un thriller, non è sicuramente una pellicola da vedere a cuor leggero o che vi metterà gioia ma, fidatevi, alla fine vi lascerà a bocca aperta.

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Questo articolo è stato scritto da esseri umani