Prenderà il via il 19 gennaio 2026 e si concluderà il 24 giugno, con la consegna degli attestati, il progetto “Vite Libera”, primo percorso di formazione enologica rivolto ai detenuti della Casa Circondariale Santo Spirito di Siena. Un’iniziativa pionieristica promossa da AIS Toscana, in collaborazione con AIS Italia e con l’amministrazione penitenziaria, che porta per la prima volta all’interno dell’istituto un corso completo di sommellerie finalizzato al reinserimento sociale e lavorativo.
Il progetto è stato presentato ufficialmente martedì 13 gennaio 2026 nel corso di una conferenza stampa ospitata a Palazzo Berlinghieri, alla presenza del Sindaco di Siena Nicoletta Fabio, dei rappresentanti della Casa Circondariale Santo Spirito Maria Josè Massafra e Marco Innocenti, del Presidente nazionale AIS Sandro Camilli, del Presidente AIS Toscana Cristiano Cini e del Vicepresidente AIS Toscana e Delegato AIS Siena Marcello Vagini.
“Vite Libera” nasce con l’obiettivo di offrire ai detenuti una formazione professionale certificata, articolata nei tre livelli previsti dall’Associazione Italiana Sommelier, adattati alle specificità del contesto carcerario ma pienamente coerenti con gli standard AIS. Al termine del percorso sarà possibile conseguire il Diploma di Sommelier AIS, una qualifica spendibile nel mondo del lavoro.
«Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come formazione e cultura possano diventare strumenti autentici di inclusione e riscatto sociale», ha dichiarato il Sindaco Nicoletta Fabio, sottolineando come il carcere debba essere anche un luogo di costruzione di nuove opportunità e di futuro.
Il corso è rivolto a un gruppo selezionato di detenuti motivati, individuati in collaborazione con l’amministrazione penitenziaria e il personale educativo dell’istituto. Come spiegato dal Direttore Graziano Pujia, l’idea nasce da un incontro informale e da una passione condivisa per il vino, trasformata oggi in un progetto strutturato che completa, a livello regionale, esperienze virtuose già avviate in passato, come quella dell’isola di Gorgona.
Dal punto di vista formativo, il percorso prevede 25 lezioni, prove scritte e orali, e l’approfondimento di temi che spaziano dalla viticoltura alla produzione del vino, dalla tecnica di degustazione al servizio, dalla carta dei vini alla legislazione vitivinicola, fino all’analisi sensoriale e all’abbinamento cibo-vino.
«Vogliamo rendere il mondo del vino sempre più inclusivo e attento al sociale», ha affermato Sandro Camilli, evidenziando il valore educativo del progetto come strumento di crescita personale, responsabilità e consapevolezza. Sulla stessa linea Cristiano Cini, che ha definito “Vite Libera” «un atto di fiducia nella possibilità di rinascita e nel valore del sapere come leva di dignità e riscatto».
Le prime lezioni, in programma dal 19 gennaio, introdurranno la figura del sommelier nella ristorazione moderna, gli strumenti di lavoro e le tecniche di servizio, alternando momenti teorici ad attività pratiche. Il percorso si concluderà il 24 giugno 2026 con la prova orale finale e la consegna degli attestati.
AIS Toscana guarda già al futuro: l’obiettivo è ampliare il progetto coinvolgendo consorzi di tutela, enoteche, fondazioni, sponsor del settore vitivinicolo ed enti pubblici, con la speranza che “Vite Libera” possa diventare un modello replicabile. Un brindisi simbolico, dunque, a un futuro in cui il vino diventa anche strumento di inclusione e di nuova libertà.
