Anselm Kiefer: siamo tutti angeli caduti

di Barbara Amoroso Donatti

L’espressione “angeli caduti“ indica gli angeli cacciati dal paradiso a seguito della loro ribellione contro Dio. Li racconta Anselm Kiefer nella mostra “Angeli caduti”, la nuova esposizione ideata insieme alla Fondazione Palazzo Strozzi fino al 21 luglio 2024 a Firenze.

“Vedo le cose in termini più ampi: gli uomini sono mal congegnati, si autodistruggono. Le guerre ci sono sempre state dappertutto, ma oggi sono molto vicine. L’Ucraina è vicina, Israele vicina”.

Sono le parole di Kiefer tratte da una sua conversazione con Arturo Galansino direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, per introdurre la mostra, caratterizzata da opere monumentali, infinite, che intersecano passato, presente, futuro.

Le sue opere sono monumentali, immense, avvolgenti, scavalcano pareti e spazi. Atmosfere dense mai drammatiche, con la luce oro che trapela negli strati di colore. Opere materiche e tangibili, che vorresti e potresti toccare. Palazzo Strozzi si conferma capace di allestire la grandezza di messaggi mai banali in modo accessibile anche a chi l’arte l’ha incontrata tardi e solo per diletto, restituendo ad essa e ai suoi protagonisti la possbilità di trasmettere messaggi e incidere nel pensiero sociale.

I Secessionisti viennesi hanno lottato per scendere dal piedistallo, e numerosi artisti come Kiefer trasmettono il medesimo desiderio di contatto col pubblico. Mito, flosofia, storia che appartengono a continenti e persone lontani geograficamente e per anagrafica, accumunati dalla ricerca di risposte, domande nuove, e senso di adeguatezza nell’assoluta imperfezione colma di valori e ambizione di miglioramento di sè e del mondo che temporaneamente ci ospita. Almeno una volta nella vita, tutti abbiamo capito Lucifero e la sua negazione di Dio.

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