Innamorarsi e altre pessime idee: la commedia di Simone Aleandri con Lino Guanciale

Di Veronica Del Monte

Con Innamorarsi e altre pessime idee, Simone Aleandri firma una commedia romantica intelligente e mai banale. Al centro della storia, interpretata da un intenso Lino Guanciale, c’è una domanda che riguarda tutti: cosa succede quando le certezze di una relazione consolidata iniziano a vacillare? Tra momenti di leggerezza, ironia e riflessioni profonde, il film racconta le insicurezze, le aspettative e le trasformazioni che accompagnano ogni storia d’amore, offrendo uno sguardo autentico sulle dinamiche di coppia.

Lino Guanciale interpreta il ruolo di un avvocato di successo, ma la sua vita, in apparenza perfetta e rigidamente inquadrata in binari precisi, subisce un contraccolpo fortissimo quando si scontra con una realtà del tutto inaspettata: la moglie si è innamorata di un altro uomo. È esattamente da questa spiacevole notizia che scaturisce una reazione singolare. Invece di arrendersi passivamente all’evidenza dei fatti, l’avvocato decide di architettare un piano del tutto improbabile, spinto dalla cieca volontà di riconquistare la donna della sua vita. Per portare a termine questa impresa, decide di avvalersi dell’aiuto di una complice totalmente inaspettata: una donna dal carattere eccentrico e “malcapitata” (Andrea Delogu), accusata di stalking dal suo ex compagno e alla disperata ricerca di un provvidenziale patrocinio legale.

Tra i due protagonisti nasce così un vero e proprio accordo segreto, un patto di mutuo soccorso volto a far ottenere a ciascuno il proprio personale tornaconto. Come spesso accade nelle migliori e più brillanti commedie romantiche, questo piano dai contorni machiavellici li porterà verso direzioni del tutto impreviste. Invece di recuperare il passato, i due personaggi finiranno inesorabilmente per scoprire ciò di cui hanno veramente bisogno nel loro tempo presente.

Attorno a questa coppia centrale ruotano inoltre altri simpatici interpreti che arricchiscono l’intera pellicola. Tra questi, spiccano i personaggi secondari interpretati che mettono alla berlina quelle visioni idealistiche di come dovrebbe apparire una coppia perfetta, mostrando invece al pubblico la goffaggine e le imperfezioni dei rapporti sentimentali. Emblematico è il caso della bizzarra e irresistibile coppia formata da Ilenia Pastorelli e Claudio Colica: una sinergia nata da affinità elettive improbabili ma magnetiche. Tra le tantissime cose che i due scoprono di avere in comune, emerge un legame viscerale per un vino in particolare: il Nero d’Avola.

Questa etichetta non è solo un dettaglio di colore nella sceneggiatura, ma un perfetto manifesto di seduzione enogastronomica. Con le sue note vellutate di frutti rossi, spezie e liquirizia, il Nero d’Avola si rivela il nettare ideale per una cena romantica: la sua struttura calda e avvolgente accende la conversazione, scioglie le timidezze e crea un’atmosfera intima e rilassata. Per un appuntamento perfetto, i sommelier consigliano di abbinare il Nero d’Avola a piatti ricchi e strutturati, capaci di reggere il corpo del vitigno siciliano: eccelle con primi piatti al ragù d’anatra, tagliate di manzo alle erbe, formaggi stagionati o, per i più audaci, con filetti di tonno in crosta di pistacchio, capaci di esaltare la vibrante acidità del calice.

Il vero punto di forza del film risiede, tuttavia, nella raffinata caratterizzazione del marito tradito. Nonostante si trovi ad agire in modo impulsivo, irrazionale e palesemente guidato dal dolore, il personaggio di Guanciale non cede assolutamente mai a comportamenti violenti oppure oppressivi. Al contrario, mantiene sempre e comunque un atteggiamento profondamente rispettoso, gentile e misurato nei confronti della moglie. Questa coraggiosa scelta narrativa rappresenta senza dubbio il cuore pulsante e morale dell’opera, capace di trasmettere agli spettatori un messaggio tanto raro quanto prezioso: l’amore vero, a volte, significa proprio avere la maturità e il coraggio di lasciar andare l’altro.

Dal punto di vista prettamente tecnico, la sceneggiatura brilla grazie a battute molto divertenti e a un ritmo sempre piacevole, sebbene la presenza di alcuni interpreti ancora un po’ acerbi si faccia a tratti inevitabilmente notare. Inoltre, il passato da documentarista del regista Aleandri emerge nella cura e nella scelta delle location. Il film, fortunatamente, non si limita a mostrare le classiche e stereotipate cartoline della capitale italiana, ma esplora attentamente una Roma decisamente più di nicchia, lontana dai soliti percorsi turistici e per questo ancora più affascinante.

In conclusione, “Innamorarsi e altre pessime idee” regala due ore piene di spensierato intrattenimento, ma non rinuncia affatto a far riflettere il suo pubblico su una verità agrodolce e universale: innamorarsi non è mai una pessima idea in sé, anche se, in determinate circostanze, può portare a compiere delle azioni di per sé discutibili.