di Barbara Amoroso Donatti
Entrare da Enoteca Moderna, nel cuore di Firenze, significa concedersi il tempo di una chiacchierata. Da ventuno anni Riccardo Chiarini accoglie clienti abituali, curiosi e appassionati, guidandoli alla scoperta di vini che difficilmente si incontrano sugli scaffali della grande distribuzione.
«La mia è un’enoteca di quartiere, ma ormai è diventata anche un punto di riferimento per chi cerca piccole produzioni artigianali», racconta. «Lavoro soprattutto con aziende familiari e vignaioli indipendenti. Molti fanno parte della FIVI e sono produttori che seguono personalmente ogni fase del loro lavoro, dalla vigna alla bottiglia.»
La sua filosofia è semplice: proporre vini autentici, capaci di emozionare fin dal primo sorso.
«Quando una persona entra qui spesso ha una cena la sera stessa. Compra la bottiglia, la porta a tavola e la stappa. Per questo voglio che il vino sia subito buono, senza dover aspettare ore perché si apra. Deve regalare soddisfazione immediata.»
In questi anni Chiarini ha visto cambiare il pubblico, ma non stravolgersi.
«Ci sono tanti giovani che vengono apposta perché sanno di trovare qualcosa di diverso. Cercano etichette poco conosciute, vogliono farsi raccontare le aziende e sono curiosi di provare vini nuovi. È questo che mi piace del mio lavoro: vedere persone che si affidano al consiglio e tornano perché hanno scoperto qualcosa che non conoscevano.»
Le mode, invece, secondo lui hanno inciso meno di quanto si pensi.
«Per un periodo sembrava che tutti dovessero bere macerati o Pet Nat. In realtà sono rimasti vini di nicchia. Chi li apprezza continua a cercarli, ma il consumatore medio vuole soprattutto una bottiglia piacevole, ben fatta e con un buon rapporto qualità-prezzo.»
La fascia più richiesta? La risposta arriva senza esitazioni.
«Tra i 15 e i 20 euro. È il prezzo che oggi la maggior parte delle persone considera giusto per regalare o portare una buona bottiglia a una cena.»
«La grande distribuzione vende bottiglie. Noi cerchiamo di consigliare quella giusta. Le persone si fidano, si lasciano guidare e spesso tornano per raccontarmi com’è andata quella cena. È questo il bello del mio lavoro.»
Cinque vini tra i 15 e i 20 euro da mettere in tavola quest’estate
L’Orpicchio di Vinci Gocce- 16,50 euro*
(*prezzi presso Enoteca Moderna – maggio 2026)

«Questo è uno dei vini che consiglio più volentieri perché racconta perfettamente il mondo delle piccole produzioni.»
L’Orpicchio è un antico vitigno toscano recuperato soltanto negli ultimi anni e coltivato da pochissimi produttori. Vinci Gocce ne realizza appena 1.300 bottiglie.
«È un vino raro, ma non elitario. Costa il giusto, è fresco, elegante e sorprende chiunque lo assaggi. È uno di quei bianchi che fanno dire: “Non l’avevo mai provato”.»
Per Riccardo è semplicemente piacevole.
Invisibile dei Fratelli Bambola – 15 euro

«Dietro questa bottiglia c’è una vera azienda di famiglia.»
Il vino nasce da un blend di cinque uve, tra cui Trebbiano e Malvasia, ed esprime tutta la freschezza della campagna toscana.
«È profumato, scorrevole, immediato. Non cerca effetti speciali: conquista con l’equilibrio.»
L’aggettivo che lo descrive meglio è divertente, perché invita a versarsi un altro bicchiere senza mai stancare.
Sechin di Angelini – 16 euro

Per chi ama le bollicine, la scelta cade sul Piemonte.
«Angelini è una famiglia che lavora molto bene e riesce a mantenere prezzi davvero competitivi.»
Il loro Metodo Classico, a base Chardonnay, rappresenta secondo Chiarini una delle migliori sorprese dell’enoteca.
«Ha una qualità che normalmente si trova in bottiglie ben più costose. È uno di quei vini che, quando lo fai assaggiare, stupiscono tutti.»
Per questo il suo aggettivo è stupefacente.
Il Rosato di Marco Morelli – 20 euro

Qui la storia conta quasi quanto il vino.
«Marco Morelli fa un altro mestiere e produce vino per passione. Lui e la moglie sono appassionati di fantasy e tutte le etichette richiamano quel mondo.»
Il risultato è un rosato di Sangiovese fresco, profumato e sorprendentemente ricco.
«Quando è arrivato in enoteca ha avuto un successo immediato. È una bottiglia che racconta la personalità di chi la produce.»
L’aggettivo scelto da Riccardo è fantasioso.
Il Sangiovese di Le Pietre – 16 euro

L’ultima proposta arriva da una realtà giovanissima di Reggello.
«L’azienda ha appena tre anni, ma ha già dimostrato di avere una personalità molto precisa.»
Il Sangiovese è fragrante, profumato e particolarmente adatto alla stagione estiva.
«Io consiglio sempre di servirlo leggermente fresco. Bastano trenta minuti in frigorifero e diventa il rosso perfetto per una cena d’estate, magari con una bistecca o una classica merenda toscana.»
È un vino che Riccardo definisce allegro, perché riesce a mettere tutti d’accordo.
«Il vino migliore? Dipende dal momento»
Alla fine della conversazione emerge forse l’aspetto che più caratterizza il modo di lavorare di Riccardo Chiarini.
«Molti mi chiedono quale sia il vino più buono. Io rispondo sempre che non esiste. Esiste il vino giusto per quel momento. Lo stesso vino, bevuto in un giorno diverso o con persone diverse, può regalare emozioni completamente differenti.»
Ed è proprio qui che un’enoteca di quartiere continua a fare la differenza.
«La grande distribuzione vende bottiglie. Noi cerchiamo di consigliare quella giusta. Le persone si fidano, si lasciano guidare e spesso tornano per raccontarmi com’è andata quella cena. È questo il bello del mio lavoro.»
