Dal caro carburanti agli scaffali vuoti: il Sud protesta, mentre Coldiretti porta l’agricoltura nelle scuole con Minecraft

A cura di Giordana Talamona.

La crisi dei trasporti mette in difficoltà le filiere agroalimentari del Mezzogiorno, con prodotti freschi che faticano a raggiungere i mercati e imprese agricole in difficoltà. Intanto Coldiretti investe sull’educazione alimentare delle nuove generazioni con Farmcraft – Coltiva il tuo mondo, il progetto che presto arriverà anche nelle scuole calabresi.

Il Sud protesta: caro carburanti e filiere agroalimentari in difficoltà

Scaffali vuoti nei supermercati, prodotti agricoli che non riescono a raggiungere i mercati e imprese messe in difficoltà dal caro carburanti. È lo scenario che sta interessando il Sud Italia, dove la protesta degli autotrasportatori sta mostrando tutta la fragilità di una filiera agroalimentare fortemente dipendente dal trasporto su gomma.

La mobilitazione, partita dalla Calabria e diffusasi in altre regioni del Mezzogiorno, ha coinvolto autostrade, porti e importanti snodi logistici. Al centro delle rivendicazioni, l’aumento del prezzo del gasolio e la richiesta di interventi urgenti per sostenere le imprese.

Le conseguenze si fanno sentire soprattutto sui prodotti freschi. A Cosenza si registrano difficoltà di approvvigionamento nei reparti di frutta, verdura e latte fresco. Nella zona di Gioia Tauro, i produttori di kiwi denunciano il rischio di perdite legate alle difficoltà di raccolta e distribuzione.

Una situazione che riporta al centro dell’attenzione il valore del lavoro agricolo e la complessità del percorso che porta gli alimenti dai campi alle nostre tavole. Perché dietro ogni prodotto che acquistiamo ci sono agricoltori, territori, competenze, trasporti e una filiera che spesso il consumatore conosce soltanto in parte.

Ed è proprio sulla conoscenza del cibo e della sua origine che Coldiretti ha deciso di investire, rivolgendosi alle nuove generazioni attraverso uno strumento innovativo: Minecraft.

Farmcraft: l’educazione alimentare entra nel mondo di Minecraft

Si chiama Farmcraft – Coltiva il tuo mondo il nuovo progetto di Coldiretti che porta l’educazione alimentare nell’universo di Minecraft, il videogioco più venduto della storia, con oltre 400 milioni di copie.

Presentato durante il Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti con la collaborazione di The European House – Ambrosetti, il progetto si rivolge ai ragazzi dagli 8 ai 14 anni e presto arriverà anche nelle scuole calabresi.

Coltivare un orto, allevare animali, scoprire la biodiversità, leggere correttamente le etichette e distinguere gli alimenti freschi da quelli ultraformulati sono alcune delle missioni previste dal gioco.

L’obiettivo è trasformare un’esperienza digitale in un’occasione concreta di apprendimento, avvicinando bambini e adolescenti al mondo agricolo e alle scelte alimentari consapevoli.

Attraverso un contest nelle scuole, Farmcraft proporrà attività dedicate alla Dieta Mediterranea, alla sostenibilità, alla biodiversità e al rapporto tra alimentazione e attività fisica.

Ma il progetto non resterà confinato agli schermi. Le esperienze virtuali saranno accompagnate da attività nelle fattorie didattiche, incontri con gli agricoltori, laboratori e visite ai mercati di Campagna Amica.

Un modo per scoprire quanto lavoro, attenzione e conoscenza siano necessari per produrre il cibo che consumiamo ogni giorno.

Alimentazione e salute: un’alleanza tra scuole, famiglie e agricoltori

Farmcraft si inserisce in un percorso più ampio avviato da Coldiretti e Campagna Amica per promuovere l’educazione alimentare nelle scuole.

Un impegno iniziato con il Manifesto di Udine per l’Educazione Alimentare nelle Scuole, del giugno 2025, e proseguito attraverso gli accordi con la Federazione Italiana Medici Pediatri e l’Anci, fino al lancio di Campagna Amica per la Salute, progetto che rafforza l’alleanza tra agricoltori e medici.

Proprio il rapporto tra alimentazione e salute è stato al centro del Forum, dove l’installazione “La fabbrica dei malati” ha richiamato l’attenzione sul consumo di snack, merendine, bibite zuccherate e prodotti ultraformulati.

Il messaggio è chiaro: imparare a mangiare bene significa conoscere gli alimenti, comprenderne le caratteristiche nutrizionali e acquisire gli strumenti per scegliere consapevolmente.

Etichette, importazioni e Made in Italy: la sfida della trasparenza

Un’attenzione particolare è dedicata anche alla provenienza dei prodotti e alla trasparenza delle filiere agroalimentari.

Coldiretti richiama da tempo la necessità di garantire regole produttive e controlli equivalenti per gli alimenti italiani e quelli importati, contrastando le frodi alimentari e valorizzando la tracciabilità.

Tra le criticità sollevate dall’organizzazione figurano le differenti normative sull’impiego di fitofarmaci in alcuni Paesi extraeuropei, i rischi di adulterazione dell’olio d’oliva e le condizioni di produzione di alcune derrate agricole importate.

Il tema riguarda anche il grano canadese, per il quale Coldiretti denuncia l’impiego del glifosate in pre-raccolta, pratica soggetta a restrizioni in Italia, e alcune produzioni risicole asiatiche, rispetto alle quali l’organizzazione solleva questioni legate all’utilizzo di sostanze vietate nell’Unione Europea e alle condizioni di lavoro.

La sfida è fornire ai consumatori informazioni chiare, affidabili e verificabili, evitando generalizzazioni sulla provenienza geografica e permettendo di riconoscere qualità, sicurezza e caratteristiche dei prodotti.

Dalle proteste alle scuole: il futuro dell’agricoltura passa dalla conoscenza

Le proteste che stanno attraversando il Mezzogiorno e il lancio di Farmcraft affrontano problemi differenti, ma offrono una riflessione comune: quanto conosciamo davvero il sistema che rende possibile la nostra alimentazione?

Le difficoltà dei trasporti dimostrano come pochi giorni di interruzione della distribuzione possano compromettere l’arrivo dei prodotti freschi nei punti vendita, mettere a rischio il lavoro degli agricoltori e creare disagi ai consumatori.

Dall’altra parte, educare i ragazzi a conoscere la stagionalità, la biodiversità, le filiere e i principi di una corretta alimentazione significa contribuire a costruire una cultura del cibo più attenta, responsabile e consapevole.

In Calabria, territorio dalla forte vocazione agricola e ricco di produzioni agroalimentari identitarie, l’arrivo di Farmcraft nelle scuole rappresenterà un’occasione per avvicinare i giovani alla conoscenza del patrimonio agricolo locale.

Perché difendere il valore dell’agricoltura significa anche insegnare alle nuove generazioni a riconoscerlo. E se per farlo si parte da un videogioco, il mondo digitale può diventare una porta d’ingresso verso quello reale.