Sopravvissuti di San Valentino, sotto con i brindisi per San Faustino

San Valentino finalmente è alle spalle, perciò bando al commerciale e apriamo le danze alla sostanza. Il 15 febbraio è San Faustino, santo dei single si dice, ma noi preferiamo vederla come occasione per celebrare ogni persona senza distinzione di genere e situazione sentimentale. Ecco quindi 7 vini per 7 wine experience per brindare alla vostra vita in tutte le forme che vi appartengono.

Gewurztraminer 2017 Argiles Clay – Famille Hugel

E’ l’annata che ha subito la peggiore gelata primaverile degli ultimi 30 anni, un vero saliscendi climatico per questa 2017, che si è rifatta negli ultimi mesi, prima della vendemmia. Ne è uscito un Gewurztraminer alsaziano sui generis, piacevolissimo, ma meno spinto sugli aromi rispetto ad altre annate. Questo secondo noi gli dà maggiore eleganza, con un susseguirsi di profumi più sussurrati – certamente presenti sia beninteso – rispetto al normale, a partire dallo zenzero, il mango, il frutto della passione e il gelsomino. Il sorso è fine, piacevole e di buona lunghezza. La maggior parte degli appezzamenti hanno terreni argillosi unici di Riquewihr, riconvertiti a viticoltura Biologica.

Abbinamento: con piatti etnici agrodolci oppure con formaggi erborinati.

Gewurztraminer 2017 Argiles Clay – Famille Hugel

Riesling Bockstein Kabinett 2019 – Dr. Fischer

Riesling in purezza dal cru Bockstein, su terreni vulcanici composti da ardesia, che ne caratterizzano gli aromi. Bella anche la scelta di avere un Kabinett e non un Auslese come l’annata precedente, con una freschezza gustativa ben riequilibrata dalle morbidezze. Il naso è molto piacevole, giocato su note di fiori gialli, agrumi e note di erbe aromatiche. La bocca è strutturata, lievemente abboccata con buona persistenza.

Abbinamento: formaggi di capra oppure una deliziosa scaloppa di foie gras.

Riesling Bockstein Kabinett 2019 – Dr. Fischer

Amarone della Valpolicella Valpantena Docg 2018 – Bertani

Un cru, il Valpantena, che nasce sull’omonima collina, segnato da terreni minerali di natura marno-calcarea a est ed argilloso-calcarea a ovest, ricchi in ferro. Tutte caratteristiche che si percepiscono anche in bocca, per sapidità e struttura, e al naso per i profumi di arancia rossa, note ematiche, spezie, amarena e frutta secca. In botti di rovere di Slavonia in parte (25 hl) e barriques per circa 30 mesi. Un Amarone moderno, snello e dall’ottima bevibilità.

Abbinamenti: brasati, cacciagione e formaggi stagionati. Noi vi suggeriamo di provarlo col Bitto.

Amarone della Valpolicella Valpantena Docg 2018 – Bertani

Marinò Venezia Doc – Ca’ di Rajo

Da Merlot (50%), Cabernet Sauvignon (30%) e Raboso (20%), questo rosso racconta molto bene il territorio da cui nasce, quello del Piave, in Provincia di Treviso. A caratterizzarlo dal punto di vista organolettico c’è proprio il Raboso coi suoi profumi di marasca, mora e amarene, assieme al taglio bordolese che riecheggia sui toni del pepe, della viola e di alcuni eleganti tratti vegetali. La bocca è ampia, potente, morbida ed equilibrata. La prima bella scoperta del 2022. Cabernet e Merlot evolvono per 14 mesi in botti di legno, 12 mesi in barrique per il Raboso.

Abbinamenti: selvaggina in tutti i modi. Noi vi suggeriamo questa ricetta della Cucina Italia, “Selvaggina con purè di Castagne”.

Marinò Venezia Doc – Ca’ di Rajo

Valtellina Superiore Grumello Docg 2018 – I Tipici della Valtellina

L’estetica conta sempre, e nel vino molto, eppure questa volta vi proponiamo di fare un’eccezione: chiudete gli occhi, ignorate il packaging e godetevi questo Grumello quando sarà nel calice. Servitelo a non più di 18°, avvicinate il naso e fatevi rinfrescare le papille da questo vino del 2018 della Valtellina. Un Nebbiolo valtellinese (qui conosciuto anche come Chiavennasca) a cui non manca la frutta viola, i fiori viola, tutto immerso in un color granato. In bocca sembra più giovane dei suoi 4 anni, indugiando qualche istante tra palato e gola lasciando la bocca pulita, pronta per il sorso successivo.

Abbinamenti: bresaola , canederli, pizzoccheri se volete rimanere in ‘zona’ montagna. Aggiungiamo primi rossi e formaggi a pasta molle .

Valtellina Superiore Grumello Docg 2018 – I Tipici della Valtellina

Igt Toscana Bianco Livia 2020 – Querceto di Castellina

Nella terra del Classico (Chianti Classico) per eccellenza, troneggia un bianco inaspettato: Livia, 50% Viognier e 50% Roussanne. Nella sua vigna dal microclima unico a febbraio una rosa rossa imperversa rossa scarlatta tra i colori invernali. Pochi filari dedicati alla figlia di Filippo, dal sangue per metà francese. Al naso salino, con frutta a pasta gialla che abbraccia fiori gialli secchi. Il giallo dorato nel bicchiere chiarisce subito l’intensità di profumi e sapori. Per chi celebra l’amore filiale.

Abbinamenti: noi lo abbiamo degustato con una burrata campana guardando le stelle sopra la vigna dell’azienda. Nessun pentimento e già tanta nostalgia. In alternativa, pesce, carne bianca o zucca.

Igt Toscana Bianco Livia 2020 – Querceto di Castellina

Chianti Classico Docg 2020 Vivaio del Cavaliere – Castello la Leccia

Quando è scattato il primo lockdown nel 2020 il mondo si è fermato e quello del turismo in primis. A Castello la Leccia hanno detto no a lasciare a casa i lavoratori stagionali dell’agriturismo. Ma come fare visto che eravamo tutti chiusi in casa? Detto fatto: istruiti al volo per supportare le squadre in vigna. Ecco la genesi del Chianti Classico annata 2020 aziendale. Oltre che per la simpatia dell’aneddoto affatto banale, bevetelo per la balsamicità, la ciliegia e i fiori viola. E infine per la freschezza piacevole che vi spingerà a versarlo riversarlo.

Abbinamenti: ribollita toscana, porchetta, verdure di stagione verde clorofilla. In alternativa formaggi freschi a pasta molle.

Chianti Classico Docg 2020 Vivaio del Cavaliere – Castello la Leccia